• Lettera aperta ai "NEGATI" - (dettoChiaramente.it)

LETTERA APERTA AI NEGATI

lettera aperta

 

Oggi ero con un'amica ad una bancarella di piante, e ho sentito ripetere a tantissime persone la frase: "a me muoiono tutte, lei non mi conosce, io riesco a far morire qualunque pianta!!!"

Ora, vorrei fare una precisazione, per tutti quelli che hanno il "pollice nero", e che, quando portano a casa una povera vittim.. ehm... una pianta, gli muore quasi sempre.

 

Vorrei farvi venire il dubbio che
non sempre la colpa è vostra,
come avete sempre pensato. 

 

Mettetevi per un attimo dall'altra parte, quella di coloro che solitamente vendono...ehm.. le vostre vittime.
Sappiate che chi vende piante, in genere, cerca di risparmiare tantissimo sulla terra, perchè per lui è un costo, così spesso vende le piante in un vaso stretto stretto dove ce n'è il minimo indispensabile per vivere, o le vende proprio quando in quel vaso iniziano a non starci più perché l'hanno riempito tutto.

La foto qui sotto, di un gelsomino appena acquistato, vi fa ben capire in che condizione vi portate a casa stè povere creature. (Pensate cosa succedeva se, con queste radici a contatto del vaso, l'avessi messo a surriscaldarsi al sole!)

radici che non ci stanno più nel vaso

 

Quindi quando uno compra una pianta, non è che "va bene così" e la lascia com'è,
ma dopo l'acquisto andrebbe quasi sempre rinvasata e messa in un vaso più grande (con la sua terra adatta). 

E' come dire: vado al negozio di acquari, mi vendono il pescetto nel sacchettino, e io lo porto a casa e lo lascio vivere lì dentro. Vi immaginate??? Chiunque capirebbe che va tolto dal sacchetto e messo nell'acquario, che è più grande.

Ma per le piante nessuno si fa venire lo stesso dubbio, cioè che quello che vi vendono sia "lo spazio minimo" di sopravvivenza, non lo spazio "giusto" per far vivere e crescere la pianta. 

Ta-daaan... svelato il mistero!


(E ce n'è un'altro ancora peggiore, aspetta...)

Altra cosa pessima, che noto spesso, sono le condizioni in cui vengono tenute le piante prima della vendita, o durante l'esposizione al pubblico (es. angolo vendita piantine dentro ai grossi supermercati alimentari, brico di vario genere, ecc..).

A volte vengono appoggiate in vasconi o su feltri zuppi d'acqua. Immaginate un fungo o una malattia presente in una radice: arriva lì e si diffonde a tutte quante. Poi arrivano le piante della settimana dopo, e si attacca anche a loro, anzi, ne arrivano di nuovi di funghi. Così che, arrivate belle dalla serra, stanno belle per qualche giorno, poi prendono malattie, si ammalano e vi muoiono quando sono a casa….!

E quindi pensate che i negati siete voi,
perchè vedete che l'avevate comprata bella verde
ma dopo 3 giorni si è ingiallita o riempita di macchie ed è morta!

Quindi, innanzitutto, cercate sempre di comprare le piante da chi le tratta bene e ve le vende in un ambiente adeguato, e controllate benissimo sia le foglie (che non ce ne siano di gialle, segno di radici che sono state troppo annegate in acqua) sia le radici, che non abbiano muffette, funghi o che escano da sotto il vaso perchè non ce la fanno più a starci dentro, o che siano secche e bruciate. Dovrebbero essere belle bianche e sode.

 

UN PICCOLO ANEDDOTO PERSONALE PER FARVI CAPIRE...

Da piccola, mia mamma comprava il giornale GrandHotel, e mi ricordo che guardavo sempre quelle pubblicità pacchianissime del "fragolone gigante rampicante". Waaaah.. Immaginatevi da bambina come si può reagire davanti ad un'offerta simile. Quasi mi ci immaginavo a salirci sopra, come nella favola di quello che si arrampica fino al cielo… 

Diventata grande, questa cosa delle fragole mi è sempre un pò rimasta dentro, vi dirò… così che varie volte mi sono presa alla Coop la mitica fragola rampicante, portandola a casa piena di speranza. Fatto sta' che moriva SEMPRE. E quando dico sempre, dico proprio sempre. Non se ne è mai salvata una. 

Un bel giorno, passo al mercato degli hobbisti in Ghiaia (nel centro storico di Parma, per chi non sa cos'è la Ghiaia), e ci trovo un ragazzo con un banchettino carinissimo, che vende frutti stranissimi, specie rare e antiche. Così mi ci attacco come una cozza, come so fare solo io. (Se avete un banco di piante e mi vedete da lontano, scappate).

Aveva anche le fragole, ma avevo giurato di non comprarne più, per mettere fine a questo continuo sterminio. Certo. Figuriamoci. Sono arrivata a casa con una borsina appesa al manubrio, un sorriso a 36 denti e dentro una povera fragola terrorizzata, che era però stata piantata e invasata dal tipo (o da chi nel suo ambiente curava quelle piante con passione).
Beh, ci credete che oggi, mentre vi scrivo, la fragola è sulla finestra felice, è sopravvissuta ormai da mesi e mesi, e mi ha persino fatto nascere due figliolette? 

Se è riuscito a me che all'inizio mi morivano TUTTE, ci potete riuscire anche voi! Daiii!

Provate a comprare da chi ha davvero amore per le piante, controllate che non abbia difetti quando la comprate, e poi cercate di studiare un pò per sapere come dovete tenerle al meglio, ma comunque niente vale più dell'osservazione. Se appoggiata la pianta in un punto patisce, spostatela in un posto con caratteristiche diverse (sole, vento, umidità) e state attentissimi alla reazione, guardandola ogni giorno dopo averla spostata, finchè capite che in un posto sta meglio di un'altro o che con una certa quantità di acqua o senza sole diretto sta meglio di prima. 

Le piante col vaso, in genere, non vanno mai messe col vaso al sole (nel caso coprite il vaso, ottima la carta argentata dell'uovo di pasqua che riflette via i raggi del sole), perchè se no si scalda di brutto e le radici che sono a contatto col vaso si bruciano. Ed è ovvio che una volta bruciate le radicine non starà certo bene, poveretta.

 

QUASI QUASI... NON DITEMELO DUE VOLTE, CHE CI PENSO SUL SERIO!

C'è un'idea che da un pò mi frulla per la mente, quella di fare un "Corso per pollici neri".

Prevedendo prove pratiche di mantenimento di piantine, partendo dal mantenere per una settimana piante facili (magari andandole a prendere insieme in natura anzichè comprarle, così non avete l'ansia e non cacciate soldi per niente) e poi man mano che uno riesce sale di livello e prova a mantenere altre piante di specie diversa, fino ad aver imparato a mantenere piante diverse con diverse esigenze, e averci fatto finalmente la mano.

Un percorso che può partire dalle erbette selvatiche, passando per le piante grasse, i fiori, il muschio, arrivando fino alla realizzazione di bonsai per chi supera tutti i livelli. 
C'è il caso che, trovando 3-4 persone che hanno voglia di provare, lo faccio davvero!

Se siete interessati, contattatemi usando i miei social.
Non si sa mai che, raggiunto un certo numero di interessati, mi scappi di fare una prova. 

 

 

Ciao!!! E ricordate:


Ogni "assassino di piante"
può diventare un appassionato


Basta volerlo davvero e avere le informazioni giuste,
che magari fin'ora... vi sono mancate. 


CORAGGIO!!!

 

 

 

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